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I contributi del Pnrr per le imprese.

Con l’introduzione in Italia del PNRR (Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza), soprattutto nella seconda fase di esso, sono state introdotte linee di contributo/finanziamento specifiche per le imprese, che le stesse farebbero bene a valutare, anche se si tratta di procedure amministrative inconsuete, in quanto gestite da organismi nuovi o centralizzati a livello ministeriale (essenzialmente Invitalia Spa).

Il PNRR prevede un pacchetto di investimenti e riforme articolato in 6 missioni (aree tematiche principali su cui intervenire):


1) Digitalizzazione, innovazione, competitività, cultura e turismo

Una rivoluzione digitale che modernizzi tutto il Paese per avere: una Pubblica Amministrazione più semplice, un settore produttivo più competitivo e maggiori investimenti in turismo e cultura.

2) Rivoluzione verde e transizione ecologica

Un profondo cambiamento per realizzare la transizione verde, ecologica e inclusiva del Paese favorendo l’economia circolare, lo sviluppo di fonti di energia rinnovabile e un’agricoltura più sostenibile.

3) Infrastrutture per una mobilità sostenibile

Un profondo cambiamento nell’offerta di trasporto per i cittadini, che beneficeranno di trasporti più moderni, sostenibili e diffusi.

4) Istituzione e ricerca

Un nuovo sistema educativo più forte, con al centro i giovani, per garantire loro il diritto allo studio, le competenze digitali e le capacità necessarie a cogliere le sfide del futuro.

5) Inclusione e coesione

Un nuovo futuro per tutti i cittadini da costruire attraverso l’innovazione del mercato del lavoro, facilitando la partecipazione, migliorando la formazione e le politiche attive, eliminando le disuguaglianze sociali, economiche e territoriali, sostenendo l’imprenditorialità femminile.

6) Salute

Un efficace miglioramento del Sistema Sanitario Nazionale per rendere le strutture più moderne, digitali e inclusive, garantire equità di accesso alle cure, rafforza la prevenzione e i servizi sul territorio promuovendo la ricerca.


In particolare, nel secondo semestre 2022, il PNRR prevede 55 interventi, di cui 23 inerenti a 23 riforme e 32 interventi relativi a 26 investimenti.


Le agevolazioni del PNRR possono riguardare:

- incentivi per gli investimenti in beni strumentali e misure per la transizione digitale;

- incentivi a sostegno della transizione ecologica;

- incentivi alla ricerca e all’innovazione in generale


Sarà possibile in tali ambiti applicare Contributi a Fondo perduto, Finanziamenti Agevolati, Mix di Contributi e Finanziamenti e Crediti d’Imposta.

INCENTIVI PER LA TRANSIZIONE DIGITALE

Sono agevolate le PMI operanti nel settore manifatturiero e/o dei servizi diretti alle imprese manifatturiere e/o nel settore turistico e/o nel settore del commercio, che abbiano ricavi >= 100.000€.

Vengono promossi progetti diretti all’implementazione delle tecnologie abilitanti 4.0, all’innovazione dell’organizzazione e agli investimenti in beni strumentali nuovi con tecnologie avanzate.

I contributi previsti consistono in un 10% di contributo a fondo perduto e un 40% di finanziamento agevolato. La spesa minima è di 50.000 €, la spesa massima di 500.000 € e la durata massima del progetto è di 18 mesi.

Per poter accedere agli incentivi, si deve svolgere una procedura valutativa a sportello gestita da Invitalia.

INCENTIVI PER LA TRANSIZIONE DIGITALE ED ECOLOGICA

Sono agevolate le PMI operanti nel settore manifatturiero e/o dei servizi diretti alle imprese manifatturiere, che abbiano ricavi >= 100.000€.

Vengono promossi progetti diretti a rendere le imprese più innovative e sostenibili, sfruttando le nuove tecnologie che possono migliorare l’efficienza energetica, dare slancio all’economia circolare, assicurare una migliore allocazione delle risorse, ma anche ridurre le emissioni, l’inquinamento e il degrado ambientale di un’azienda.

Per le micro e piccole imprese sono previsti contributi a fondo perduto del 35-60% mentre per le medie imprese del 25-50%

La spesa minima è di 500.000 € – 1.000.000 €, la spesa massima è di 3.000.000 € e la durata massima del progetto è di 12 mesi.

Per poter accedere agli incentivi, si deve svolgere una procedura valutativa a sportello gestita da Invitalia.


INCENTIVI PER LA TRANSIZIONE ECOLOGICA

- GREEN NEW DEAL : sono applicabili per i centri di ricerca e le imprese di qualsiasi dimensione in contabilità ordinaria e con almeno due bilanci approvati, esercenti attività industriali, artigiane e servizi all’industria, con l’obiettivo di perseguire le finalità del Green and Innovation Deal attraverso il sostegno ad iniziative di transizione ecologica e circolare di carattere innovativo, elevata sostenibilità e che tengano conto degli impatti sociali.

Saranno necessarie quindi, attività di Ricerca Industriale e Sviluppo Sperimentale e, solo per le PMI, l’industrializzazione dei risultati di R&S.

Saranno quindi applicabili tali misure: contributo a fondo perduto (15% per R&S e consulenza indirette – 10% per investimenti indiretti) e un Finanziamento agevolato 50 – 70%.

La spesa minima 3.000.000€, la spesa massima 40.000.000€ e la durata del progetto è di 12-36 mesi.

Per poter accedere agli incentivi, per progetti tra 3 – 10 milioni di euro, si deve svolgere una procedura valutativa a sportello gestita da Invitalia, mentre per progetti sopra i 10 milioni di euro si svolgerà una procedura negoziale.

Le domande partono dal 17/11/2022.


- ECONOMIA CIRCOLARE: riguarda i centri di ricerca e le imprese di qualsiasi dimensione, esercenti attività industriali, agroindustriali, artigiane e servizi all’industria. Gli stessi possono richiedere incentivi per la transizione ecologica e l’economia circolare con effetto sul valore dei prodotti, dei materiali e delle risorse, il quale deve essere mantenuto quanto più a lungo possibile e la cui correlata produzione di rifiuti deve essere ridotta al minimo.

Gli incentivi saranno suddivisi in Contributo a fondo perduto (20% per micro e piccole imprese; 15% per le medie e 10% per le grandi) e Finanziamento Agevolato 50%.

La spesa minima è di 500.000 € e la spesa massima è di 2.000.000 € e la durata del progetto è di 12 – 36 mesi.

Per poter accedere agli incentivi, si deve svolgere una procedura valutativa a sportello gestita da Invitalia.



INCENTIVI PER LA RICERCA E L’INNOVAZIONE


- ACCORDI PER L’INNOVAZIONE: Applicabile per i centri di ricerca e le imprese di qualsiasi dimensione, con almeno due bilanci approvati, esercenti attività industriali, agroindustriali, artigiane e servizi all’industria, con l’obiettivo di sostenere la R&S di rilevante impatto tecnologico e favorire percorsi di innovazione coerenti con gli obiettivi di sviluppo fissati dall’UE con rilevanza strategica per l’accrescimento della competitività tecnologica in diversi ambiti.

Le misure adottate sono: Contributo Diretto alla Spesa (Ricerca industriale 50%, Sviluppo Sperimentale 25%), Finanziamento Agevolato 20%.

La spesa minima è di 5.000.000€ e la durata del progetto è di 36 mesi.

Per poter accedere agli incentivi si svolgerà una procedura negoziale col Mimit (ex Ministero Sviluppo Economico, ora Ministero delle Imprese e Made in Italy) diretta alla definizione dell’accordo per l’innovazione.

Le domande partono dal 31/01/2023.


- ACCORDI PER L’INNOVAZIONE NEL SETTORE AUTOMOTIVE: sempre inerente al precedente incentivo ma finalizzato all’insediamento, alla riconversione e alla riqualificazione verso forme produttive innovative e sostenibili, per favorire la transizione verde, la ricerca e gli investimenti nella filiera del settore automotive.

Dal 27/10/2022 si possono fare domande di ricerca industriale e sviluppo sperimentale coerenti con le finalità dell’art. 3 del decreto direttoriale 10.10.2022 presentate nel primo sportello ma non finanziate per carenza risorse.


- CONTRATTI DI SVILUPPO: con l’obiettivo di programmi di investimento innovativi di grandi dimensioni, si rivolgono a una o più imprese, italiane o estere, di qualsiasi dimensione nel settore industriale, agroindustriale, turistico e di tutela ambientale.

Sono ammessi uno o più progetti di investimento ed eventuali progetti di R&S e innovazione, connessi e funzionali tra loro.

La spesa minima è di 20.000.000€, (7,5 mln per progetti di trasformazione di prodotti agricoli e per progetti turistici localizzati nelle aree interne del paese, ovvero che prevedano il recupero di strutture dismesse).

Si applica tramite erogazione in C/impianti; contributo diretto alla spesa; Finanziamento Agevolato; contributo in C/interessi.

Le domande partono dal 29/11/22.


LA NUOVA SABATINI

La misura Beni Strumentali (Nuova Sabatini) è l’agevolazione messa a disposizione dal Ministero delle Imprese e del Made in Italy con l’obiettivo di facilitare l’accesso al credito delle PMI, di tutti i settori produttivi tranne attività finanziarie e assicurative e attività connesse all’esportazione, e accrescere la competitività del sistema produttivo italiano.

L’agevolazione sostiene gli investimenti ordinari (con contributo del 2,75%) per acquistare o acquisire in leasing macchinari, attrezzature, impianti, beni strumentali ad uso produttivo e hardware, nonché software e tecnologie digitali e gli investimenti 4.0 che consistono in un contributo da parte del Mise-Mimit parametrato in conto interessi sui finanziamenti ottenuti.

Viene applicata praticamente mediante erogazione del contributo in C/interesse in più quote annuali con l’unica eccezione delle domande con finanziamento di importo <= 200.000€.

Il 22/04/2022 è stato pubblicato il decreto del Mise (ora Mimit) che contiene due nuove linee di agevolazioni nell’ambito della Nuova Sabatini:

- Investimenti Green

Prevede che alle imprese che acquistino beni strumentali ad uso produttivo con basso impatto ambientale e che migliorino l’ecosostenibilità dei prodotti e dei processi produttivi, sia concesso un contributo pari al 3,575%.

Il finanziamento deve avere un valore compreso tra i 20.000€ e i 4.000.000€ e una durata massima di 5 anni.

- Investimenti Sud

Possono richiedere il contributo, legato al finanziamento bancario, le Micro/PMI che rispettano i requisiti della “Nuova Sabatini Green” ma che in aggiunta hanno la loro sede in una delle seguenti regioni del Mezzogiorno: Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna, Sicilia.

Per loro il contributo statale è di 5,50%.




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