Arriva anche il Bonus Acqua Potabile

Siamo l'economia dei Bonus. L'ultimo arrivato in ordine di data (ma non di importanza) è lo sconto del 50% per gli acquisti destinati a migliorare la qualità dell'acqua per consumo umano (cd. Bonus Acqua Potabile).

Tale agevolazione è diventata definitiva con il provvedimento n. 153000 del 16 giugno 2021 dell’Agenzia delle Entrate che ha definito i criteri e le modalità di applicazione e fruizione del credito d’imposta per l’acquisto e l’installazione di sistemi di filtraggio, mineralizzazione, raffreddamento e addizione di anidride carbonica alimentare E290, per il miglioramento qualitativo delle acque destinate al consumo umano erogate da acquedotti, previsto dalla legge di Bilancio 2021 (art. 1, commi 1087 e 1089, legge n. 178/2020).

Requisito oggettivo

l credito d’imposta spetta con riferimento alle spese sostenute dal 1° gennaio 2021 al 31 dicembre 2022 per l’acquisto e per l’installazione di sistemi di filtraggio, mineralizzazione, raffreddamento e addizione di anidride carbonica alimentare alle acque destinate al consumo umano erogate da acquedotti.

Requisito soggettivo

l credito d’imposta è riconosciuto alle persone fisiche nonché ai soggetti esercenti attività d’impresa, arti e professioni e agli enti non commerciali, compresi gli enti del Terzo settore e gli enti religiosi civilmente riconosciuti. In sostanza la platea abbraccia tutti.

Misura del credito di imposta

Il credito d’imposta, per ciascun beneficiario, è pari al 50% delle spese complessive risultanti dall’ultima comunicazione validamente presentata.

L’importo massimo delle spese su cui calcolare l’agevolazione è fissato in:

- 1.000 euro per ciascuna unità immobiliare, per le persone fisiche non esercenti attività economica;

- 5.000 euro per ogni immobile adibito all’attività commerciale o istituzionale, per gli esercenti attività d’impresa, arti e professioni e gli enti non commerciali, compresi gli enti del Terzo settore e gli enti religiosi civilmente riconosciuti.

Ai fini del rispetto del limite di spesa, l’ammontare massimo del credito d’imposta fruibile è pari al credito d’imposta indicato nella comunicazione validamente presentata moltiplicato per la percentuale ottenuta dal rapporto tra il limite complessivo di spesa e l’ammontare complessivo del credito d’imposta risultante da tutte le comunicazioni validamente presentate.

Pertanto l'agevolazione non sarà del 50% "flat" delle spese sostenute, ma sarà ragionevolmente una percentuale ben inferiore, che sarà resa nota dall'Agenzia delle Entrate successivamente. Infatti entro il 31 marzo di ciascun anno, sul sito internet dell’Agenzia delle Entrate, viene pubblicato il provvedimento del Direttore dell’Agenzia con il quale è resa nota la misura percentuale del credito d’imposta spettante.

Modalità di fruizione

Con il provvedimento del 16 giugno 2021 l’Agenzia ha individuato anche le modalità di utilizzo del credito d’imposta, prevedendo che lo stesso sia utilizzabile:

- dalle persone fisiche non esercenti attività d’impresa o di lavoro autonomo:

a) nella dichiarazione dei redditi relativa al periodo d’imposta di sostenimento delle spese agevolabili e in quelle successive fino a quando non se ne conclude l'utilizzo ovvero

b) in compensazione tramite modello F24;

- dai soggetti diversi da quelli appena menzionati: in compensazione tramite modello F24

Adempimenti

I soggetti che intendono avvalersi del credito d’imposta devono comunicare all’Agenzia delle Entrate l’ammontare delle spese agevolabili sostenute nell’anno precedente, ai fini del rispetto del limite annuale di spesa.

A tal fine è stato istituito un apposito Modello di Comunicazione.

La presentazione della comunicazione deve avvenire nel periodo dal 1° febbraio al 28 febbraio dell’anno successivo a quello di sostenimento delle spese.

La comunicazione è inviata esclusivamente con modalità telematiche, direttamente dal contribuente oppure avvalendosi di un intermediario, mediante:

- il servizio web disponibile nell’area riservata del sito internet dell’Agenzia delle Entrate;

- i canali telematici dell’Agenzia delle Entrate (Entratel ad esempio).

Per usufruire del credito d’imposta occorre che l’importo delle spese sostenute sia documentato da una fattura elettronica o un documento commerciale in cui sia riportato il codice fiscale del soggetto che richiede il credito. Per i privati e, in generale, i soggetti diversi da quelli esercenti attività d’impresa in regime di contabilità ordinaria, il pagamento va effettuato con versamento bancario o postale o con altri sistemi di pagamento diversi dai contanti. Non è richiesto espressamente il bonifico "fiscale" come nel caso dei Bonus Edilizia.